Psicodiagnosi e consulenze peritali

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La Psicodiagnosi

La Psicodiagnosi consiste in una valutazione psicologica e cognitiva della personalità che, attraverso i colloqui e l’ausilio di strumenti specifici (tecniche di colloquio, test, sessioni di osservazione comportamentale…) consente di rilevare gli aspetti caratterizzanti la personalità dell’individuo a livello psicologico e di individuare tempestivamente sia le risorse che le problematiche più profonde e sommerse del soggetto. Essa può essere condotta in ambito peritale, qualora sia richiesta una valutazione della persona da parte di un magistrato o di un avvocato, oppure può essere preparatoria ad una psicoterapia, predisponendone gli obiettivi ed i nodi principali su cui lavorare; in tal caso può risultare utile per ridurre i tempi e garantire la validità della valutazione psicologica e per programmare un piano terapeutico individualizzato.

La Perizia

Il termine “perizia” viene adoperato comunemente in ambito civile come sinonimo di “consulenza”, mentre la perizia redatta in sede penale può assumere un valore profondamente diverso, non come “parere”, ma come “prova”.
La perizia redatta da uno psicologo è finalizzata a fornire una descrizione della personalità di uno o più soggetti, effettuando anche un’ indagine delle relazioni interpersonali e del contesto fattuale ovvero esplorando le relazioni familiari ed effettuando una valutazione di indicatori psicologici, cognitivi, relazionali e comportamentali.
La perizia psicologica è formata da un momento valutativo volto ad approfondire le dinamiche dell’ individuo in esame cercando di spiegare il comportamento in base a costrutti teorici che aiutino a comprendere e ad ottenere elementi descrittivi o predittivi del comportamento di un soggetto.

La Consulenza Tecnica di parte

La Consulenza Tecnica di Parte (c.t.p.), è una consulenza che, all’interno di una Consulenza Tecnica di Ufficio (c.t.u.), viene svolta da un Professionista del settore (es: psicologo, medico, architetto, ingegnere, perito, etc.) a sostegno della tesi della parte in causa che lo ha incaricato. Scopo della c.t.p. è quello di sostenere la tesi della propria parte, in accordo con il Legale della stessa, fornendo ogni tipo di supporto e informazioni utili al Consulente Tecnico di Ufficio (c.t.u.) incaricato dal Giudice della causa, nel corso delle operazioni peritali. La c.t.p. è uno strumento necessario, ma non obbligatorio, che la Parte può utilizzare, nel proprio interesse, nel corso di una c.t.u. disposta dal Giudice affinché svolga le proprie osservazioni a supporto o critica del risultato al quale il perito del giudice sarà giunto.

La Consulenza Tecnica d’ufficio

Il termine “perizia” viene adoperato comunemente in ambito civile come sinonimo di “consulenza”, mentre la perizia redatta in sede penale può assumere un valore profondamente diverso, non come “parere”, ma come “prova”.
Il consulente tecnico d’ufficio (c.t.u.), chiamato a redigere una perizia, svolge il ruolo di ausiliario del giudice in un rapporto fiduciario, qualora si renda necessaria una particolare conoscenza tecnica, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo.
La scelta del c.t.u. deve essere fatta tra le persone iscritte all’Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale, ma il giudice qualora lo ritenga opportuno, ha la facoltà di nominare un esperto non incluso nel suddetto Albo, motivandone il ricorso.
Il compito ultimo del consulente è rispondere, in maniera chiara e pertinente, ai quesiti enunciati dal giudice, dando risposta ad ulteriori possibili chiarimenti richiesti dal giudice stesso.
Uno psicologo nominato come c.t.u., attraverso la perizia, potrà dare risposta ai suddetti quesiti avvalendosi di strumenti psicodiagnostici a sua disposizione (colloqui, sessioni di osservazione comportamentale, test psicodiagnostici ecc..) e/o dell’ausilio, se la situazione lo richiedesse, della competenza di altre figure professionali (neurologi, psichiatri ecc…).
In sintesi possiamo considerare le attività che competono al consulente tecnico un confronto interdisciplinare fra diritto e scienze sociali, un’integrazione al compito del giudice, che agisce come peritus peritorum, ovvero, decisore ultimo.

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